Senza le Onlus, le associazioni private che si occupano con campagne di sensibilizzazione e raccolta di fondi da destinare agli studi scientifici su tante malattie, oggi molta della ricerca che si fa in Italia per trovare nuove armi di cura si fermerebbe per esaurimento del “carburante”. 
I finanziamenti pubblici in Italia sono al lumicino, solo l’1,1% del Pil viene investito in ricerca, meno della media europea del 2%, a sua volta distante dal 2,7% degli Stati Uniti ed il 3% del Giappone.
E va ancora peggio se guardiamo alla spesa pro-capite per la ricerca sui tumori: in Italia è appena di 2 euro, pari allo 0,008% del Pil, contro i 18 euro pro-capite degli Stati Uniti, i 13 della Gran Bretagna, i 3,9 dell’Irlanda e i 3 della Germania. ‘Io, domani…’ si fa motore della ricerca contro i tumori pediatrici alimentandola con importanti finanziamenti che, di fatto, permettono di andare avanti al laboratorio dell’Unità “Diagnostica e Terapie Oncologiche Mirate in Oncologia Pediatrica” del Dipartimento di Pediatria dell’Università Sapienza di Roma, diretto dal professor Carlo Dominici. Nel  laboratorio della Divisione di Oncologia Pediatrica dell’Umberto I lavora una squadra di cinque persone, il cui unico obiettivo è contribuire a vincere i tumori maligni nei bambini. Nel laboratorio sono tantissime le attività di ricerca e di cura. In primo luogo, attraverso sofisticate analisi molecolari, i ricercatori fanno l’ “identikit” del tumore in ogni singolo paziente per prevederne, in base ai “tratti personali” delle cellule tumorali, l’aggressività e per personalizzare al massimo le terapie, massimizzandone l’efficacia. “Inoltre – ha aggiunto l’oncologo pediatra – ci occupiamo di individuare terapie a bersaglio, ovvero testiamo farmaci già in uso su tumori di pazienti adulti che potrebbero rivelarsi utili anche in Oncologia Pediatrica come è successo già più volte in passato”. E poi si fa ricerca, come quella che ha permesso di individuare due “interruttori” delle metastasi in due tra i più comuni tumori pediatrici, il rabdomiosarcoma e il neuroblastoma. I bambini che hanno nelle cellule tumorali questi interruttori hanno un
rischio più elevato di sviluppare metastasi,  anche quando il tumore è ancora localizzato alla diagnosi. Queste ricerche aprono la porta a nuove terapie mirate che funzionano disattivando gli “interruttori” delle metastasi. “Ma la ricerca costa – ha sottolineato Dominici – e molti dei risultati raggiunti nel nostro laboratorio sono stati resi possibili anche grazie al prezioso contributo dell’Associazione per la Lotta ai Tumori Infantili ‘Io, domani…’, che proprio in questi primi giorni del 2009 ha approvato il finanziamento, 60 mila euro in due anni, per un nuovo progetto di ricerca sulla farmaco-resistenza nei tumori solidi pediatrici”, ovvero per scoprire e mettere “KO” i meccanismi di resistenza ai farmaci dei tumori più aggressivi, quelli cioè che non rispondono alle terapie oggi in uso. “Senza ‘Io, domani…’ - ha detto Dominici - non ce la faremmo, dato che i finanziamenti pubblici che riceviamo ogni anno, non oltre 10 mila euro, non bastano neanche a coprire le spese del laboratorio”. “Il contributo delle associazioni private permette oggi a tante strutture come la nostra di sopravvivere. ‘Io, domani…’ ci aiuta molto: a ottobre 2008 ha finanziato un contratto a una biologa che così potrà lavorare da noi per due anni; ora ha assegnato 60 mila euro per un nuovo progetto di ricerca biennale che durerà fino al 2010”. Ma le onlus non possono sostituirsi allo Stato, ha concluso Dominici, “i politici dovrebbero capire che per una nazione investire nella ricerca paga, conviene a tutti noi ed è una scommessa sul futuro e su quello dei nostri figli”.

Il numero dei bambini affetti da tumore sfortunatamente cresce ogni anno con un incremento medio pari al 2%. Ogni anno in Italia si ammalano 1500 bambini, indipendentemente dalla classe sociale e dall’ambiente in cui vivono.

Fondi alla ricerca

292.000 €
in 5 anni alla ricerca;
1000 ore
di personale retribuite;
26
borse di studio/specializ. assegnate;
1 medico e 1 ricercatore
Il numero dei bambini affetti da tumore sfortunatamente cresce ogni anno con un incremento medio pari al 2%. Ogni anno in Italia si ammalano 1500 bambini, indipendentemente dalla classe sociale e dall’ambiente in cui vivono.

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