Il finanziamento alla ricerca, l’ottimizzazione degli spazi all’interno del reparto di Oncologia Pediatrica, la formazione puntale del personale e dei volontari, il costante impegno per garantire l’accoglienza e migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie…
tutto questo è possibile solo attraverso le donazioni
.

Contiamo sulla sensibilità di tutti
per migliorare e salvare la vita di un bambino malato.



“Come fai a lavorare in un reparto così? Come

fai a lavorare nell’oncologia pediatrica?”

Questa è la domanda a cui rispondo, in quanto pediatra,

quasi quotidianamente. Se guardo indietro nel

mio percorso formativo ricordo perfettamente

la forza delle motivazioni che mi hanno spinto

ad intraprendere questa strada tortuosa e,

spesso, in salita. La forza me l’hanno data

(e continuano a farlo) i sorrisi dei bambini

guariti, gli sguardi riconoscenti dei genitori

e, soprattutto, la conoscenza della malattia,

dell’oncologia.

Il mio percorso è stato lungo… dopo qualche

anno di internato e l’ingresso in scuola di

specializzazione, ho avuto la possibilità, grazie

all’associazione ‘Io, domani...’, di frequentare

l’Institut Gustave Roussy (IGR) di Parigi, presso

il quale ho ottenuto il diploma in oncologia

pediatrica; e dove ho lavorato con il capo

reparto dell’IGR e, al momento della fine del

mio periodo lì, mi hanno proposto di rimanere.

È stato difficile prendere una decisione; la

vita lavorativa a Parigi aveva le sembianze

di un posto dove accumulare esperienze e

soddisfazioni, dove fare ricerca e pubblicare,

dove avere un posto di lavoro solido; dall’altro

lato, a Roma, c’erano gli anni trascorsi, i colleghi,

i professori e la forte intenzione e la voglia

di voler creare qualcosa di veramente buono

ed utile per il reparto di Oncologia Pediatrica

del Policlinico Umberto I. Ho scelto Roma e il

Policlinico Umberto I, e per la seconda volta

dico grazie all’associazione ‘Io, domani...’, per il

posto che attualmente ricopro nel reparto per il

quale ho scelto di tornare in Italia e per il quale

ho plasmato la mia formazione pediatrica. E

allora alla domanda “Come fai a lavorare in un

reparto così”? rispondo: “faccio”, perché è un

reparto dove avere un successo ti paga molto

più che in altri, “faccio” perché l’esperienza

accumulata nei due anni a Parigi mi dà la voglia

quotidiana di lavorare bene qui come là, “faccio”

perché una sfida per me importantissima e

perché nello stesso posto solo dieci anni fa i

risultati incoraggianti e positivi erano meno

della metà. Tutte queste motivazioni esprimono

pienamente il senso del mio lavoro quotidiano.

Dr.ssa A. Cacchione, Gennaio 2009


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